Cos'è l'empatia?

Quando si parla di empatia ci si riferisce alla capacità di sentire quel che sente un'altra persona. O meglio, è la capacità di mettersi nei panni degli altri, “di mettersi in ascolto”, di riconoscere e comprendere le loro emozioni e le motivazioni delle loro azioni.

Sicuramente una dote molto rara ma secondo la psicologia emotiva, raggiungibile ed essenziale nel rapporto tra genitori e figli.

Quando i genitori offrono empatia ai propri figli costruiscono tra di loro un ponte di sincerità e di attaccamento, aiutandoli ad affrontare sentimenti negativi come la rabbia, la tristezza, la paura e allo stesso tempo insegnandogli a riconoscere e fidarsi dei propri sentimenti, a regolare le proprie emozioni, a risolvere i propri problemi, accrescendo l'autostima.

Più noi genitori siamo interessati, coinvolti e disponibili ad ascoltarli, più i nostri figli sono felici e si sentono amati e sicuri di se stessi.

Attraverso l'empatia possiamo cercare di comprendere le esperienze dei nostri figli, essi sentendosi sostenuti e non criticati, ci permetteranno di entrare nel loro mondo, si fideranno di noi ed inizieranno a confidarsi esprimendo e spiegandoci le loro idee e le loro motivazioni.

Mettere in atto l'empatia nel rapporto con i figli significa essere pronti a investire tempo ed energie per ascoltarli, osservarli, conoscerli meglio e comportarsi con loro di conseguenza.

Elenchiamo 5 fasi per cercare di costruire empatia con i propri figli:

Diventare consapevoli dell'emozione del bambino:

Partendo dal presupposto che ogni bambino ha delle ragioni precise per le proprie emozioni, il genitore deve cercare di utilizzare la propria sensibilità per sintonizzarsi su queste emozioni. Cercare di guardare il mondo dal suo punto di vista e provare ciò che prova il bambino.

Emozione negativa come opportunità di insegnamento:

Esperienze negative possono rappresentare una grande opportunità per empatizzare, far capire ai bambini come padroneggiare i sentimenti, insegnargli tecniche per rilassarsi e calmarsi da soli.

L'ascolto: ascoltare i bambini non solo con le orecchie ma con il cuore. Mettersi nei panni del bambino e cercare di percepire ciò che percepisce lui. Utilizzare l'immaginazione per vedere la situazione dalla sua prospettiva.

Dare un nome alle emozioni: Aiutare il bambino a trovare le parole giuste per descrivere l'emozione che sta provando.

Mettere dei limiti e cercare di risolvere le problematiche insieme.

In una situazione critica, mettere dei limiti è essenziale per iniziare a risolvere i problemi. Cercare di far comprendere ai bambini che i problemi non sono i sentimenti provati, ma i comportamenti sbagliati. Cercare di cooperare per trovare gli obiettivi ed un'adeguata soluzione.


Fonte: http://www.quipsicologia.it/genitori-empatici-figli-emotivamente-piu-intelligenti/ http://www.quipsicologia.it/come-si-diventa-genitori-empatici/

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